Allergia al polline primaverile: si può contrastare anche con l’alimentazione

Allergia al polline primaverile: si può contrastare anche con l’alimentazione

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La primavera è arrivata e con essa, ecco le allergie ai pollini. Originate da piante diverse che rilasciano nell’aria le loro naturali polveri, queste allergie possono essere molto fastidiose e interferire con la nostra quotidianità. Vediamo come affrontarle.

Secondo uno studio recente, un italiano su quattro soffrirebbe di allergia al polline. Le cause di questa patologia sarebbero da individuare a livello genetico, poiché gli individui nascerebbero con una predisposizione ereditaria a sviluppare anticorpi, se si trovano a contatto con gli allergeni del polline, innestando una reazione immunitaria immediata. Anche un sistema immunitario, indebolito dalle continue norme igieniche seguite fin da piccoli, potrebbe sensibilizzare l’organismo alle allergie stagionali. Ci sono poi dei fattori che aumentano la possibilità di sviluppare l’allergia, come l’asma, l’esposizione frequente al fumo di sigaretta nel primo anno di vita e agli acari della polvere.

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Sintomi dell’allergia

I sintomi dell’allergia stagionale sono simili a quelli di un raffreddore e implicano starnuti, prurito, lacrimazione e gonfiore degli occhi e del naso, che si irritano quando le mucose vengono a contatto con le polveri sottili, il polline appunto, che le piante rilasciano nell’aria durante il loro naturale ciclo riproduttivo. Anche un generale senso di stanchezza e spossatezza rientra tra i sintomi di questo tipo di allergia stagionale. L’allergia di solito compare durante l’infanzia o l’adolescenza e i sintomi tendono a regredire con l’avanzare dell’età, anche se non scompaiono mai completamente.

Allergia e alimentazione

Purtroppo una cura definitiva per le allergie non esiste. Se proprio non si vuole ricorrere a farmaci antistaminici in caso di allergia al polline, anche seguire alcune regole alimentari può essere utile. Esistono infatti degli alimenti che contengono gli stessi allergeni dei pollini e che quindi dovrebbero essere evitati per non incorrere in un’allergia incrociata. Il nostro corpo potrebbe appunto reagire all’assunzione di questi cibi allo stesso modo di come reagisce in presenza del polline, a causa della parentela tra alcune sostanze presenti. La prima cosa da evitare, in caso di allergie al polline, è il miele. Se invece si è allergici alle graminacee, (le cui caratteristiche sono approfondite in dettaglio sul sito dedicato al benessere Al Meglio), il consiglio alimentare è di evitare pomodori, arachidi e alcuni frutti, come il kiwi, gli agrumi, l’anguria e le pesche. Gli allergici all’artemisia e all’ambrosia devono invece astenersi da banane, melone, camomilla, sedano, zucca, castagne e pepe verde. Chi è allergico a betulla e nocciolo non dovrà invece mangiare frutta secca, patate, banane, pesche, albicocche, kiwi e pere.

Sane abitudini contro le allergie

Adottare alcuni accorgimenti nella vita quotidiana può servire infine ad alleviare i sintomi dell’allergia al polline. Bisogna evitare di restare troppo all’aria aperta, soprattutto nelle giornate con molto vento, tenere lontani gli animali domestici, o almeno fuori dalla stanza in cui si dorme, poiché questi possono portare nel pelo tracce di polline, fare la doccia ogni sera per eliminare residui di polline dal viso e dai capelli. Anche lavare spesso gli occhi durante la giornata e pulirli con un batuffolo di cotone bagnato con la camomilla può dare sollievo. Ogni allergia comunque fa caso a sé e deve essere trattata in modo specifico: meglio quindi richiedere il consiglio del proprio medico curante, quando i sintomi sono più intensi ed invalidanti ed evitare palliativi rimedi fai da te.

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