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Blue Whale Italia a Pescara ragazza di 13 anni salvata prima della prova finale

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Blue Whale in Italia – Molto si è parlato in questi giorni del Blue Whale Challenge, gioco horror che in rete recluta adolescenti spingendoli a prove disumane fino all’istigazione al suicidio. Molti parlano di un fake o di una bufala mediatica, mentre altri affrontano l’argomento con preoccupazione. La psichiatra Donatella Marazziti e il sociologo Mario Campanella del Centro Scientifico della Fondazione sulla Neuroscienza Brf, affermano che in italia il fenomeno potrebbe aver coinvolto almeno duemila adolescenti in una fascia di età compresa tra i 16 e i 18 anni. Dopo il caso del suicidio del ragazzo di Livorno, spuntano altri sospetti dell’arrivo del blue whale anche in italia

Pescara ragazza di 13 anni nel vortice della Blue Whale

Siamo a Pescara, una ragazza di 13 anni si accascia in classe sfinita, priva di forze e ammette davanti ai compagni e ai professori di essere caduta nel gorgo infernale del Blue Whale e delle sue terrificante prove. Sono state le amiche ad accorgersi che qualcosa nella loro compagna non andava ed hanno subito informato i genitori.

La ragazza è subito stata portata in ospedale a Pescara, dove i medici, scioccati dalle dichiarazioni dell’adolescente, hanno potuto constatare sulla sua pelle la firma del macabro gioco. Sulle braccia la 13enne aveva tagli e cicatrici parzialmente rimarginati, a conferma che effettivamente era passato del tempo. Le prove del Blue Whale che obbligano i partecipanti ad infliggersi tagli sulla pelle sono infatti uno dei primi compiti assegnati dai tutor del gioco. La ragazza era infatti arrivata all’ultima prova del gioco, quella finale, che prevede il suicidio gettandosi dall’ultimo piano di un palazzo. Terrorizzata dal compiere l’estremo gesto, l’adolescente è crollata, confessando tutto.

All’ospedale di Pescara i medici hanno ritenuto subito opportuno il trasferimento della giovane al Salesi di Ancona, dove si trova un reparto di neuropsichiatria molto specializzato. All’arrivo ad Ancona la ragazza ha ribadito la sua partecipazione al Blue Whale. Pronta a collaborare con chi si sta occupando del caso, la famiglia ha messo subito a disposizioni degli inquirenti uno smartphone ed un pc utilizzati dalla figlia per chattare. Sono state sequestrate anche delle lamette da barba, utilizzate probabilmente dalla giovane per infliggersi i tagli, e alcuni dvd di film horror, la cui visione è appunto una delle prove dell’horror game.

La polizia tende comunque ad andare cauta sul fenomeno della Blue Whale. Secondo gli inquirenti infatti il fenomeno in Italia non è presente. Nel frattempo la procura dell’Aquila continua con le indagini.

Fonte: quotidiano.net

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