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Blue Whale: c’è davvero un collegamento tra la morte del giovane Livornese e il macabro “gioco russo”?

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Blue Whale: continuano le indagini nonostante l’arresto del probabile ideatore del “gioco” che ha lo scopo di portare al suicidio giovani adolescenti.

Una giornata qualunque, un giovane che potrebbe essere nostro figlio va su Facebook e si iscrive ad un gruppo. Chi lo sa, magari è un amante di film horror e trova un gruppo di amatori, questo non è dato saperlo. Dopo poco incontra uno sconosciuto, ci parla un po’, forse una o due volta, finché questo lo invita a prendere parte ad un gioco. La dinamica è “semplice”, il tutto dura 50 giorni, al ragazzo sarà affidato un tutor che durante questo periodo di tempo gli ordinerà di fare alcune cose, il ragazzo dovrà eseguire, perché tirarsi indietro non è più possibile. Il cinquantesimo giorno arriverà l’ultima prova, il ragazzo dovrà salire sul palazzo più alto della città e buttarsi giù.

Pare assurdo, davvero, ma a oggi, sono quasi 160 gli adolescenti che invece a questo gioco hanno preso parte e che al cinquantesimo giorno si sono buttati davvero, dal palazzo più alto della loro città. La maggior parte di loro erano adolescenti russi, poiché l’ideatore di questo gioco assurdo è proprio uno studente di psicologia russo il 22enne Philipp Budeikin. Il giovane studente russo accusato di aver dato il via al tutto, ha ammesso di non provare alcuna pietà, anzi, ha preteso riconoscenza, definendo i ragazzi suicidi come scarti biologici, poiché deboli e manipolabili. A parlare di questi ragazzi e della vicenda in maniera esaustiva, la trasmissione televisiva le Iene, pochi giorni fa. Matteo Viviani insieme ai suoi collaboratori, ha realizzato un  video della durata di quasi 32 minuti, girato tra una cittadina Toscana, Livorno e la Russia, poiché secondo alcune indiscrezioni, l’unico caso italiano collegabile al Blue Whale è proprio riconducibile al suicidio di un ragazzo a Livorno, avvenuto lo scorso inverno.

Il suicidio del giovane ragazzo di Livorno

Il fatto è stato trattato dai principali quotidiani della città, ne avevamo parlato anche noi QUI e seguendo la ricostruzione fornita dai media, il giovane quella mattina, una volta uscito di casa per andare a scuola, aveva raggiunto il palazzo più alto della città, uno dei due grattacieli presenti a Livorno, aveva legato la sua bicicletta ad un palo ed era salito in ascensore.Tagliata una catena con delle tronchesi e forzata una porta, giusto lo spazio per passarvi attraverso, si era poi gettato nel vuoto. Moltissime erano state le indiscrezioni trapelate a seguito del tragico gesto del ragazzo, l’unica cosa davvero accertata fu che il giovane prima di gettarsi, avesse registrato un video con il cellulare. Questi due particolari, avevano dato il via ad una serie di supposizioni, mai avvallate dalle forze dell’ordine durante le indagini realizzate a seguito della tragedia.

Qualche sera fa, le affermazioni rilasciate da un giovane coetaneo del ragazzo, durante il servizio delle Iene, nelle quali affermava di aver notato nel compagno atteggiamenti preoccupanti nei giorni precedenti il tragico gesto, hanno ridato il via ad alcune supposizioni, sulla tragica fine del giovane, portando di nuovo il Blue Whale  tra le possibili cause della morte del giovane. Nonostante queste affermazioni, pare che siano state altre le motivazioni che hanno spinto il ragazzo a compiere il tragico gesto. Disagi giovanili, come una discussione con una delle figure genitoriali, vissute dal ragazzo con maggiore intensità, lo avrebbero portato a pensare di porre fine alla sua giovane vita.

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