Social network e fake news, un business che non tramonta

Social network e fake news, un business che non tramonta

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Le Fake News continuano a dilagare

Continua purtroppo a fruttare il business delle fake news, le famigerate notizie false che imperversano sui social network favorite dall’assenza di capacità critica degli utenti, che spesso ricondividono senza accertarsi di aver vagliato tutte le fonti possibili in merito.

Le fake news, in italiano spesso dette “bufale”, sono spesso ospitate su siti in cui campeggiano pubblicità che aiutano i webmaster a raccogliere parecchio denaro, speculando sulla credulità e qualche volta pure sulla buona fede, dal momento che durante la ricondivisione sui social della news si aggiungono spesso trafiletti di stampo giornalistico che contribuirebbero a dare alla bufala una certa plausibilità, che non ne cambia in alcun modo però il contenuto ingannevole.

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Bufale online al solo scopo di fare soldi

L’indagine sui social network e le fake news condotta da BuzzFeed, sito estero particolarmente attivo nella tutela degli utenti del web, ha portato a galla una verità allarmante: molti contenuti pubblicitari sono remunerati da importanti network come Google AdSense, e su quasi tutti i 62 siti esaminati sono presenti forme di monetizzazione incentrata sulle fake news.

Se in qualche modo alcune testate riescono a darsi un tono scrivendo esplicitamente che si tratta di notizie-parodia oppure rubriche nate per regalare una risata agli utenti, molti più spazi web finiscono per essere veri e propri contenitori di clickbait. Complice della situazione è spesso il circuito pubblicitario stesso, poco restrittivo nei confronti di news palesemente false o costruite in modo da attirare l’occhio dell’utente.

Nascerà proprio sui social network una contromisura in grado di porre fine a questo fenomeno? Ci aspettiamo al più presto buone notizie, naturalmente, su un tema fin troppo scottante.

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